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Repubblica Araba Saharawi Democratica
I confini della Nazione Sahara Occidentale sono tracciati dai colonizzatori europei e sanciti dal Trattato di Berlino del 1884. Questo territorio sull’Oceano Atlantico, dove da sempre vivono i saharawi, viene occupato dagli spagnoli, mentre gli Stati confinanti, Marocco, Mauritania e Algeria sono colonie francesi.
In seguito all’indipendenza di molti Stati africani anche i saharawi sentono la necessità di organizzarsi per rivendicare il loro diritto all’autodeterminazione. Nel 1973 nasce il Fronte Polisario (Fronte Popolare di Liberazione del Saguiat el Hamra e Rio de Oro — le due regioni di cui è composto il Sahara Occidentale) che ha come fine ultimo l’indipendenza dai colonizzatori spagnoli. Negli stessi anni anche l’ONU riconosce al popolo saharawi il diritto all’ autodeterminazione. Ma alla morte del dittatore Francisco Franco, la Spagna si ritira dal territorio cedendolo al Marocco e Mauritania che lo invadono militarmente, spartendosene le ingenti risorse (fosfati, uranio, pesce) e costringendo una gran parte della popolazione, per evitare un genocidio, a trovare rifugio in pieno deserto algerino della Hammada. Nei pressi di Tindouf, vengono organizzati degli immensi campi profughi in tendopoli che dall’esilio dichiarano la RASD (Repubblica Araba Saharawi Democratica) che verrà riconosciuta da oltre settanta Paesi del mondo. Dopo anni ed anni di guerra fra esercito di liberazione saharawi ed esercito marocchino, le Nazioni Unite riescono a far accettare alle parti un Piano di Pace che prevede un referendum di autodeterminazione per il popolo saharawi attraverso il quale si dovrà scegliere tra l’indipendenza e l’annessione al Marocco. Data l’evidente risposta di un tale quesito referendario, il Marocco continua (dopo aver accettato il piano) a frapporre continui ostacoli al processo di pace e dal 1991 al 1997 è da registrare un forte stallo nella situazione rimessa in movimento dal Segretario ONU Kofi Annan con grandi speranze da parte dei profughi saharawi e del mondo democratico, ma che ancora presenta molte ombre.

 

 

 
 
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