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Nel passato gli indiani Lakota sono stati cacciatori
nomadi che vivevano in una società bene organizzata.
La loro vita era legata alla caccia del bisonte che forniva
cibo, pelli per il vestiario e le tende, materie prime
come ossa e tendini per la costruzione di archi e frecce.
I cacciatori dividevano con la tribù e i meno fortunati
le prede: leducazione era basata sulla trasmissione
orale della storia e della spiritualità e lapprendimento
aiutato dallesperienza. La spiritualità aveva
un ruolo predominante ed i legami familiari erano molto
forti. Quando i coloni cominciarono ad arrivare in massa
nel Sud Dakota non ebbero alcun rispetto del territorio,
degli animali e dei nativi: fu inevitabile un lungo conflitto
con il governo degli Stati Uniti che terminò nel
1868 con il trattato di Fort Laramie. I Lakota guidati
dal capo Sinte Gleska cercarono allora faticosamente un
luogo dove stabilirsi e si fermarono a Rosebud, a poche
miglia dal White River, nel Sud Dakota. Nel 1879 molti
ragazzi furono indotti a lasciare la riserva per seguire
una scuola governativa, ma oltre a perdere la cultura
tradizionale, una volta diplomati si trovavano intrappolati
tra la riserva, che non aveva lavoro da offrire, e la
società dei bianchi che non li assumeva.
Gli anni del New Deal videro un tentativo di riorganizzazione
di un governo indiano nella riserva con il Wheeler Howard
Act. Nel 1972 il presidente Nixon annunciò latto
di autodeterminazione che permetteva alle
tribù di ottenere contratti e di svolgere nella
riserva le funzioni del governo federale, come lapplicazione
della legge e leducazione ed era la definitiva
ammissione dellerrore commesso nel voler forzare
i nativi a vivere al di fuori delle loro tradizioni.
Nella Riserva di Rosebud sono stati creati il Museo
Lakota Buechel Memorial (dedicato a padre
Buechel, studioso della cultura indiana) e nel 1971
lUniversità Sinte Gleska, dal nome del
famoso capo indiano, attualmente con più di 450
studenti per semestre.
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