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8 marzo al Moderno: Ri-Evolution

on Martedì, 04 Marzo 2014. Posted in Comune

Alle ore 21,30 lo spettacolo vincitore del Premio miglior Regia al Fringe Festival di Roma 2013

8 marzo al Moderno: Ri-Evolution

Sarà in scena sabato 8 marzo, giorno della festa della donna.

Una scelta voluta, in quanto Ri-Evolution è una provocazione sulla figura della donna oggi, nell'Italia delle ministre facili e dei contratti conclusi "sotto" le scrivanie. 

Uno spettacolo fortemente contemporaneo, fatto di testi taglienti, di reale e surreale, di interazione tra attrici e mappature video. Di colpe da assumersi e ri-evoluzioni da preparare.

"All'inizio dei tempi. 

Una donna, una mela, un morso che è il gesto più forte della storia.

La donna nasce nel segno della rivoluzione e grazie a lei tutto il genere umano.

Anni 2000.

Tre donne si "inginocchiano" per diventare ministri, altre si "piegano" per raccogliere briciole. 

La donna ha dimenticato la rivoluzione e con lei tutto il genere umano.

Anno 2013

Ripartire da zero, ripensare l'evoluzione, pensare alla rivoluzione.

Qualcuno di voi ha una mela?"

Questo spettacolo parla delle donne, certo, ma con i loro gesti, le loro voci, le loro parole, parla agli uomini tutti e lo fa mostrandoli al loro peggio, come uno specchio per la prima volta estremamente sincero.

È una provocazione, un’iperbole, un’esagerazione che mostra le donne come “puttane”, soggetti desiderosi di esistere solo come appendice dell’uomo.

Donne che lottano per una porzione di potere riflesso, che più del corpo vendono le proprie aspirazioni, la propria capacità di sognare, la propria indole alla rivoluzione.

Una provocazione spinta dall’indignazione, per un’attualità piena di teste che si abbassano, per una politica piena di patti firmati sotto le lenzuola, per piccole provincie o enormi metropoli vuote di alcun accenno di emancipazione.

Lo spettacolo è un insulto voluto, portato all’estremo, che suoni come sveglia per le coscienze, come un pugno dritto in faccia. Uno di quei pugni a forma di carezza, si perché è alle donne stesse che Eva (e lo spettacolo tutto) rivolge la sua ultima “preghiera”, come uniche interlocutrici capaci di sentire e cambiare il degrado che ci circonda. Come uniche possibili protagoniste di una Ri-Evoluzione che ci salvi tutti.

COMUNE DI AGLIANA