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Celebrazione del 25 Aprile

on Sabato, 25 Aprile 2020. Posted in coronavirus, Comune

Celebrazione del 25 Aprile

In un'atmosfera dettata dalle misure dovute all'emergenza sanitaria, si è svolta la cerimonia di celebrazione del 75° Anniversario della Liberazione. Hanno partecipato il Sindaco Luca Benesperi e il Presidente dell'A.N.P.I. sez. di Agliana, Antonio Gigliotti. Dopo la deposizione di una corona al monumento alla Resistenza nell'omonima Piazza ed i ringraziamenti del Presidente dell'A.N.P.I., il Sindaco ha tenuto un breve discorso che riportiamo integralmente:

Aglianesi tutti.

Ci accingiamo a celebrare questa ricorrenza in un clima surreale e in maniera assai ridotta, senza il consueto corteo per le vie del centro.

Col tempo, però, in occasioni del genere, le nostre piazze già si erano sempre più svuotate, segno inesorabile di un senso civico e un’appartenenza ai valori su cui si fondano le nostre istituzioni, che si sono piano piano smarriti.

Ho deposto, insieme al presidente dell’ANPI, in un silenzio inusuale per una società che è abituata a parlare ovunque e comunque, una corona di alloro al monumento dedicato ai martiri della Resistenza.

La nostra storia è costellata infatti di grandi figure che hanno dato la vita per la libertà. Note, meno note e anche sconosciute ma che hanno comunque combattuto per liberare Agliana e l’Italia dal nazifascismo. A tal fine vorrei ricordare due staffette partigiane: Marina Biagioni che da poco ci ha lasciato e Argentina Tesi a cui il Consiglio comunale ha deciso di dedicare una via cittadina.

Queste figure presero parte ai movimenti partigiani nati dopo la caduta di Mussolini del 43, il patto di Salerno e la parziale liberazione del Sud. Con la nascita del Comitato di Liberazione Nazionale non pochi aglianesi, infatti, molti dei quali appena adolescenti, vi aderirono lasciandovi la vita: Adelmo Santini, Magni Magnino, Germano Bellucci e anche un cittadino russo Ivan Baranovwskij (morto la notte del 2 marzo del 1944), solo per citarne alcuni.

Oggi ci troviamo qui, ma tanti sono i monumenti, le lapidi, i cippi che ricordono i martiri di quegli anni bui. Questo monumento si trova in una piazza che tutti gergalmente chiamiamo “piazza del Comune” ma che reca il nome di “Piazza della Resistenza”, resistenza al nazifascismo ma vorrei dire resistenza, in senso lato, a tutto ciò che mira a disgregare la società civile e a minarne le sue fondamenta.

L’Italia sarebbe stata liberata lo stesso dagli anglo-americani, ma il contributo della resistenza fu fondamentale per rinsaldare gli animi di un popolo che si era sentito tradito da una dittatura sfasciata, un re fuggito nell’ignominia e un governo fantoccio.

Da liberale, e quindi profondamente antifascista, rendo onore a chiunque abbia contribuito a donarci la libertà, consapevole che è sempre meglio la peggiore delle democrazie alla migliore delle dittature. E provo paura nel sentire pronunciare questa parola quando a ogni piè sospinto le cose vanno male.

Demonizzando la Politica (anziché i cattivi politici) e invocando Uomini della Provvidenza, risolutori di tutti i mali lastrichiamo la via maestra per ipotecare il futuro e la libertà nostri e dei nostri figli.

Ma da studioso e osservatore storico però (che deve avere l’imparzialità clinica del chirurgo e non la foga del tifoso) riconosco anche, e mi sembrerebbe intellettualmente disonesto non farlo, che, specie al centro-nord, ci furono anche coni d’ombra, ritorsioni e rappresaglie, ancora da definire e digerire così come non tutti coloro che combatterono il fascismo lo fecero con i medesimi ideali.

Mi auguro che, pur nella differenza di visioni e nella consapevolezza raggiunta di chi combatteva dalla parte giusta, si arrivi un giorno ad avere una storia fatta di oggettività e di cronaca più che di perenne tifo tra fazioni.

Colgo anche l’occasione, in questo giorno, per riportare alla memoria tutti i partigiani caduti per la patria che non furono di una parte soltanto: accanto ai comunisti, vi furono anche socialisti, membri del Partito d’Azione, liberali, cattolici, monarchici, badogliani o semplici cani sciolti. Esempi eroici trooppo spesso dimenticati o relegati nell’anonimato.

Solo così, senza dimenticare nessuna delle parti della nostra Storia né avere vergogna anche delle proprie colpe, la nostra Patria arriverà, un giorno, ad avere una storia condivisa, patrimonio di tutti.

È per questo che rendo onore, in maniera solenne, con la fascia tricolore, a chi ha contributo, spesso con la vita, a farci nascere in una democrazia, per quanto imperfetta, nella speranza , da primo cittadino di essere all’altezza del loro sacrificio e di custodire i valori che ci hanno lasciato in eredità.

VIVA AGLIANA, VIVA L’ITALIA!

COMUNE DI AGLIANA